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Perché dovresti usare il networking per la ricerca del lavoro – Parte 2

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Il networking è la strategia vincente per la ricerca del lavoro. Ricordi? Ne abbiamo parlato qui in questo articolo.

l’80% delle posizioni vacanti vengono ricoperte ancora prima che la notizia trapeli al di fuori dell’azienda”

Dato unioncamere

Ebbene questo significa che per avere successo nella tua ricerca del lavoro, è fondamentale applicare alcuni tecniche di networking che ti permettano di estendere la tua rete professionale, entrare in contatto con maggiori opportunità di lavoro e sbaragliare la concorrenza che è per la maggior parte focalizzata sulla classica modalità di approccio “cerco lavoro inviando cv a persone che non conosco”.

La parte complessa e affascinante di questa strategia è che a lungo andare ti porterà a cambiare non solo modalità di candidarti e di cercare offerte di lavoro, ma anche il tuo stesso modo di conoscere le persone, creare nuove relazioni e perché no, farsi nuovi amici.

Insomma, per fare questo switch ti sono richieste competenze non solo tecniche ma soprattutto di comunicazione e di relazione.

Come si fa il networking?

Nello scorso articolo ti avevo raccontato dei molteplici benefici del networking: ti consente di diventare “visibile” e di approcciarti alla fetta più grande del mercato che è sommersa. Oggi invece voglio raccontarti di “come si fa” in quanto è fondamentale evitare “trappoloni” e costruire modalità comunicative efficaci che valorizzino la tua value proposition.

Anzitutto bisogna sapere che i principi guida di questa strategia sono i seguenti:

  • Curiosità
  • Generosità
  • Apertura verso l’altro

Ebbene sì! Per cercare lavoro bisogna prima imparare a dare in maniera disinteressata. Anche Adam Grant, brillante docente alla Wharton School scrive nel suo libro “Più dai, più hai” che sono i giver, ovvero le persone che antepongono il dare al ricevere, ad avere maggiori possibilità di salire i gradini della scala sociale.

“l’affermazione di sé dipende sempre più da come interagiamo con gli altri”

Essere generosi dunque ed essere autenticamente curiosi verso l’altro, ci porta a costruire genuine relazioni con le altre persone che presto o tardi, potrebbero essere coinvolte nei processi di selezione che mi interessano.

Tu penserai quindi che sia efficace fare networking esclusivamente con le risorse umane o con i manager di funzione che ti interessano. Giusto?

Per rispondere a questa domanda, provo a fartene un’altra io: come fai a conoscere il reale valore che una persona può avere per te? Come fai a capire se il vicino di casa o il parrucchiere, che apparentemente sono lontani dai tuoi interessi professionali, possono essere contatti di valore?

Semplice. Entrando in relazione con loro.

Non sarebbe il primo caso di ricollocamenti professionali che si finalizzano grazie a contatti che, come gli anelli di una catena, mettono in relazione domanda e offerta, in maniera disinteressata e spontanea e che nulla centrano con l’ambito professionale in cui la persona si colloca.

Certo, è fondamentale che il parrucchiere o il vicino di casa, sappiano cosa offri professionalmente e quale sia il tuo progetto professionale (se non hai idea di cosa sia un progetto professionale, no panic, ne ho scritto qui).

In sostanza l’informazione circa “il tuo progetto/valore professionale” deve essere messa in circolo, deve essere messa in campo in modo che chiunque ne venga a conoscenza si faccia promotore del tuo cambiamento professionale. E questo funziona se sei tu il primo a dare, se sei tu il giver che attraverso un consiglio, un suggerimento, un contenuto immette nello stesso campo energia positiva e fa sì che le persone si ricordino di lui e del suo valore, per l’appunto.

I due (miei personalissimi) assiomi del networking

  • Primo, iniziare a fare networking quando si ha perso il lavoro o quando se ne ha urgenza, è troppo tardi.

Il networking per funzionare deve essere fatto prima o meglio sempre, costantemente e non solo quando se ne ha bisogno.

Anche perché e aggiungo il secondo assioma del networking:

  • E’ un dare senza sapere quando si riceverà.

E questo non ti deve spaventare, perché riceverai. Eccome! A volte proprio nel momento in cui meno te l’aspettavi.

Per chiudere voglio sottolineare cosa non è il networking, ovvero i comportamenti da cui devi stare alla larga:

  1. Networking non significa chiedere a tutte le persone che conosci di darti un lavoro.

(significa invece trasformare persone che conosco in partner di un processo)

  1. Networking non significa fare una serie di telefonate «a freddo».

(lascia stare, non funzionano!)

  1. Networking non significa disturbare/comunicare cose sgradevoli/addossare i tuoi problemi professionali ad altre persone

(alle persone piace dare consigli,  essere considerate esperte in una certa materia, solo così riuscirai a ingaggiarle).

Bene.

Inizia da subito con una piccola azione, sperimenta online (su LinkedIn per esempio) e offline e abbi pazienza. E’ un ingranaggio complesso e necessita dei suoi tempi di avvio. Ma una volta partito, non ti fermerai più.

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