info@jobscouting.it

digital reputation

La ricerca del lavoro nell’era digitale: digital job search e digital reputation.

//
Scritto da
/
Commenti0
/
Categorie

Come costruirsi una digital reputation professionale e trovare lavoro con il social recruiting.

Lo sai che il digitale può essere il tuo alleato nella ricerca del lavoro?

Ti spiego come.

La ricerca del lavoro è un percorso oggi più che mai sfaccettato. Se da un lato infatti la digitalizzazione ha reso più facile l’accesso all’informazione e quindi all’offerta, dall’altro i fattori da tenere in considerazione vanno ben oltre le mere attività di candidatura. E’ ormai da tempo che dico che non basta più armarsi di tanta pazienza oltre che di tante copie del proprio CV da consegnare, né tantomeno un invio per email è sufficiente. L’evoluzione della comunicazione ha introdotto tre fattori chiave per la ricerca del lavoro: la digital reputation e il personal branding per quanto riguarda il candidato e il social recruiting dal lato azienda.

Bilancio delle competenze e progetto professionale per la ricerca del lavoro

La fase attiva di ricerca del lavoro è spesso quella su cui ci si concentra maggiormente, tralasciando gli step necessari per arrivarci in maniera proficua e consapevole. Innanzitutto bisogna fare un’analisi del qui e ora, vale a dire un Bilancio delle Competenze per capire chi sei e cosa sai fare o detta all’anglosassone la tua value proposition. Non è un aspetto secondario ed aiuta a chiarirsi le idee per strutturare un Progetto Professionale soddisfacente, nel quale siano chiare le risorse impiegate, gli step di avanzamento e l’orizzonte temporale che ci si vuole dare per raggiungere l’obiettivo. Questa fase mi permetto di sottolineare, è necessaria sia in termini di consapevolezza, sia per comunicare efficacemente all’esterno che cosa si può offrire e che cosa ci si aspetta di trovare dalla ricerca del lavoro.

Digital reputation professionale: la presenza sui social network…

Una volta definita quella che possiamo chiamare la tua identità professionale, è arrivato quindi il momento di comunicarla correttamente attraverso una digital reputation professionale coerente. Come? Innanzitutto attraverso la presenza sui social network principali. Facebook e Instagram sono spesso considerati social della vita privata, rispetto a Linkedin che ha un’impostazione professionale e a mio parere è lo strumento principe per questo tipo di operazione, in quanto abbiamo la possibilità di comunicare il nostro valore professionale, ricevere endorsement da capi e colleghi che confermino le nostre capacità e inoltre produrre contenuti che confermino il nostro know-how tecnico e la nostra affidabilità.

Tuttavia ogni informazione immessa nel grande mondo dell’internet concorre a creare di noi un’immagine cui faranno riferimento anche i recruiter. Per questa ragione è fondamentale valutare sempre con attenzione quali messaggi si vogliono dare e utilizzare con estrema cura i diversi livelli di privacy, per distinguere quanto condiviso pubblicamente e quanto solo con una rete privata di conoscenze. D’altra parte Benjamin Franklin diceva:

“Ci vogliono molte azioni per creare una buona reputazione e solo una per rovinarla”.

… e la presenza on-line.

Un altro espediente utile a sviluppare una reputazione on-line professionale ed efficace, è quello di avere un proprio sito personale, denominato con il proprio nome e cognome. Se i social, ad eccezione di Linkedin di cui parlo spesso e a cui accennerò anche dopo, possono rappresentare un’immagine informale, un sito internet è lo strumento perfetto per promuovere la propria figura professionale e comunicare il valore che si è in grado di offrire. E questo non vale solo per chi svolge lavori creativi ma per qualsiasi professionista.

Inoltre utilizzando questo espediente è più facile che il nostro sito emerga fra i primi risultati nel momento in cui un recruiter o un’azienda digita il nostro nome e cognome su Google. Come dire, siamo noi che strategicamente scegliamo cosa rendere visibile in associazione al nostro nome e cognome. Insieme a LinkedIn infatti, un sito internet e un blog che raccontino la tua professionalità, sono le azioni più efficaci per lavorare sul personal branding, associando appunto al proprio nome, l’immagine di un brand di valore.

Social recruiting

L’importanza della presenza on-line e di una comunicazione efficace attraverso i social è dettata dal crescente trend di social recruiting. Il processo di selezione di un candidato per una posizione di lavoro è sempre più mediato dai social e in particolare LinkedIn gioca un ruolo fondamentale in questo senso. Lo Studio Nazionale sul Recruiting di Jobvite riporta dati impressionanti non molto distanti da quel che succede anche in Italia: il 77% dei recruiters utilizzano LinkedIn per ricercare i candidati ideali. Un fenomeno comunque in crescita, una prassi abituale che impone a chiunque di essere presente e di lavorare per farsi trovare.

Farsi trovare all’epoca dei social…

Farsi trovare quindi, sì ma come?

Come dico a tutte le persone che si rivolgono a me, curare la propria immagine on-line è importante e lavorare per un personal branding efficace può fare la differenza nella ricerca del lavoro. Gestire la privacy dei social e creare un sito internet personale, sono due strategie da implementare in questa direzione, ma è possibile utilizzare alcuni strumenti o strategie comunicative per farsi attivamente trovare.

…LinkedIn

In primis LinkedIn e se ve la siete persa, vi consiglio di andare a vedervi la Guida Pratica all’utilizzo efficace di LinkedIn. Attraverso LinkedIn è possibile comunicare efficacemente la propria professionalità soprattutto applicando due logiche fondamentali:

  • la ricerca per keywords: la SEO è importantissima per farsi trovare e vale sia per LinkedIn che per un eventuale sito/blog personale. Identificare le parole chiave collegate alla propria professionalità e ricercate dai recruiters è lo step che può fare la differenza nella ricerca del lavoro;
  • la creazione di contenuto di valore, attraverso un sito proprietario o lo strumento Pulse di LinkedIn che funge da vero e proprio blog. “Content is King”, Bill Gates lo diceva già nel 1996 ed è vero tutt’oggi anche nei processi di recruiting. Attraverso i contenuti puoi esprimere chi sei, valori e valore che puoi portare all’azienda che potenzialmente stai cercando.

Se ti è piaciuto questo articolo, non perderne altri, iscriviti subito alla mia newsletter! Non preoccuparti, lo spam non piace a nessuno, riceverai solo comunicazioni su articoli e corsi. 

Lascia una risposta